Tasso fisso o variabile: come scegliere la rata sostenibile

Scegliere tra tasso fisso e variabile incide sulla stabilità della rata e sul costo totale del finanziamento. In Italia, nel 2026, la decisione richiede di valutare reddito, durata, propensione al rischio e possibili movimenti dei tassi. Confrontare TAEG, spese accessorie e scenari diversi aiuta a trovare una rata davvero sostenibile.

Tasso fisso o variabile: come scegliere la rata sostenibile

Scegliere tra tasso fisso e variabile per un prestito richiede una valutazione concreta della propria capacità di spesa oggi e domani. Il tasso fisso offre rate costanti per tutta la durata, utile a chi predilige certezza e budget stabile. Il variabile segue un indice (spesso Euribor), quindi la rata può salire o scendere nel tempo: può risultare inizialmente più conveniente, ma espone a oscillazioni. La sostenibilità non è solo “quanto pago al mese”, ma anche costo totale, durata e margine di sicurezza sul bilancio familiare.

Comprendere i Fondamenti dei Prestiti Personali

Nei prestiti personali contano sia il TAN (tasso nominale) sia il TAEG (tasso annuo effettivo globale), che include interessi e oneri come istruttoria, imposta sostitutiva/bollo, incasso rata e, se presenti, polizze facoltative. Il TAEG è l’indicatore più utile per confrontare offerte omogenee. Il tasso fisso blocca il costo del denaro fino a scadenza; il variabile, più raro nei prestiti personali rispetto ai mutui, può indicizzarsi all’Euribor con una maggiorazione (spread) definita in contratto. Ricorda di verificare eventuali costi per estinzione anticipata e la presenza di servizi accessori realmente necessari.

Prestiti personali: una guida completa per il 2026

Nel 2026 i tassi potrebbero risultare più stabili rispetto ai picchi del recente passato, ma restano sensibili a inflazione e decisioni della BCE. In questo contesto, il tasso fisso tutela da futuri rialzi e rende più semplice pianificare spese e risparmi. Il variabile può essere interessante se si ritiene probabile una discesa dei tassi o se la durata è breve, riducendo l’esposizione al rischio. Per importi medi e durate lunghe, l’andamento dell’Euribor incide di più: è prudente valutare scenari alternativi e l’impatto di un eventuale aumento dei tassi.

Un criterio pratico è la coerenza tra rata e reddito netto: in generale, mantenere la somma delle rate entro il 30–35% del reddito familiare netto aiuta a preservare equilibrio finanziario. Altro punto chiave è la durata: allungarla abbassa la rata ma aumenta il costo totale; accorciarla fa l’opposto. Una buona pratica è stimare il “punto di comfort” della rata e poi verificare quanto costa in più, in termini di interessi, ottenere quel comfort tramite una durata maggiore.

Ottieni informazioni sui prestiti personali

Per scegliere consapevolmente, richiedi il documento di “Informazioni europee di base sul credito ai consumatori (SECCI)”, che riassume TAEG, spese e condizioni. Confronta almeno tre offerte di operatori affidabili, leggendo i fogli informativi e simulando estinzione anticipata ed eventuali ritardi di pagamento. Valuta attentamente le polizze: se sono facoltative, chiedi l’impatto sul TAEG con e senza copertura. Mantieni in ordine storico creditizio e documenti reddituali: un profilo solido può favorire condizioni più competitive. Infine, preferisci rate con addebito automatico e verifica l’eventuale costo di incasso.

Stime di costo e confronto 2026

I livelli di TAEG reali dipendono da profilo, importo, durata e politica del singolo intermediario. Le stime che seguono hanno un valore orientativo su un importo di 10.000 € in 60 mesi, per illustrare differenze tipiche tra operatori italiani affidabili.

Di seguito un confronto indicativo tra alcuni operatori diffusi sul mercato.


Prodotto/Servizio Provider Stima di costo (indicativa)
Prestito personale 10.000€/60 mesi Findomestic TAEG 7,5%–12%; rata 195–225 €/mese
Prestito personale 10.000€/60 mesi Agos TAEG 8%–13%; rata 200–230 €/mese
Prestito personale 10.000€/60 mesi Compass TAEG 8%–13%; rata 200–230 €/mese
Prestito personale 10.000€/60 mesi UniCredit TAEG 6,5%–11,5%; rata 195–220 €/mese
Prestito personale 10.000€/60 mesi Intesa Sanpaolo TAEG 6,5%–11,5%; rata 195–220 €/mese
Prestito personale 10.000€/60 mesi Poste Italiane TAEG 7,5%–12,5%; rata 198–226 €/mese

I prezzi, i tassi o le stime di costo menzionati in questo articolo si basano sulle informazioni più recenti disponibili ma possono cambiare nel tempo. Si consiglia di effettuare ricerche indipendenti prima di prendere decisioni finanziarie.

Per valutare la sostenibilità, oltre alla rata, considera il costo totale: su 10.000 € a 60 mesi con TAEG intorno all’8%, la rata tipica è circa 203 €/mese e gli interessi complessivi sono intorno a 2.100–2.300 €. Accorciando a 36 mesi, la rata sale a circa 313 €/mese ma gli interessi scendono vicino a 1.250–1.350 €. Questa analisi aiuta a capire quanto “costa” rendere la rata più bassa tramite una durata lunga.

Se valuti un tasso variabile, esegui uno stress test: ipotizza un +2 punti percentuali sull’indice. Su 10.000 €/60 mesi, passare da un TAEG dell’8% al 10% può portare la rata da circa 203 € a circa 212–215 €, cioè 10–15 € in più al mese. Verifica di avere margine nel budget, un piccolo fondo di emergenza e di non concentrare troppe scadenze negli stessi giorni.

Infine, ricorda che la scelta fisso/variabile dipende anche dalla stabilità del reddito, dalla probabilità di rimborso anticipato e dall’orizzonte temporale: per durate medio-lunghe e redditi poco elastici, il fisso offre prevedibilità; con redditi stabili, orizzonte breve e aspettativa di ribasso tassi, il variabile può risultare competitivo, a patto di accettare la volatilità.

In conclusione, la rata sostenibile nasce dall’equilibrio tra certezza dei pagamenti, rischio di oscillazione dei tassi, durata e costo totale. Un confronto basato sul TAEG, l’analisi del budget familiare e qualche simulazione di scenario consentono di scegliere con maggiore consapevolezza tra fisso e variabile, evitando decisioni guidate solo dalla rata più bassa del momento.